Author: anna
• Saturday, December 12th, 2009

PREGHIERA DI TAIZÈ a Roma

DOMENICA 29 NOVEMBRE 2009

CHIESA DI SANTA MARIA IN CAMPITELLI – Piazza di Campitelli, 9 – Roma

Bless the Lord (n 5)

Bless the Lord my soul, and bless God’s holy name, Bless the Lord my soul, who leas me into life.

(Benedici il Signore anima mia, e benedici il Santo nome di Dio. Benedici, anima mia, il Signore che mi conduce nella vita)

Christe lux mundi (n 135)

Christe lux mundi qui sequitur te, habebit lumen vitate, lumen vitae.

(O Cristo luce del mondo, chi ti segue avrà la luce della vita)

Lettura

Giubilate, o cieli; rallegrati, o terra, gridate di gioia, o monti, perché  il Signore consola il suo popolo e ha pietà dei suoi miseri. Sion ha detto: “Il Signore mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato”. Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai. Ecco, ti ho disegnato sulle palme delle mie mani, le tue mura sono sempre davanti a me. I tuoi costruttori accorrono, i tuoi distruttori e i tuoi devastatori si allontanano da te. (Isaia 49,13-17)

In manus tuas (n 30)

In manus tuas pater, commendo spiritum meum, in manus tuas pater, commendo spiritum meum.

(Signore nelle tue mani affido il mio spirito)

SILENZIO

Sembra che Dio abbia dimenticato il suo popolo. In questo momento sono in esilio a Babilonia, abbattuti, nostalgici, depressi. Sion, la loro città natale è così  lontana, essa è disertata e in rovina.

Questa esperienza storica, fatta dal popolo di Dio in un dato momento, può gettare una luce su delle esperienze simili che ogni gruppo o ogni individuo può conoscere; la preghiera, se ancora sussiste, diventa un lamento: «Dio mi ha dimenticato».

Per bocca del profeta, Dio risponde a questo lamento con grande forza e infinita dolcezza. Supporre che Dio ci dimentica, è ingannarci pesantemente. Dio si paragona a una madre (le immagini bibliche di Dio non sono unicamente maschili) la cui preoccupazione per il suo bambino non viene mai meno: le attenzioni di Dio sono ancora più fedeli. In un’altra immagine, Dio ha inciso il nome del suo popolo non su qualche monumento esterno, ma sul palmo della sua mano, da cui non può separarsi. Lo stato delle mura della città, in rovina, non significa che Dio sia assente o che non si occupi di essa: no, il popolo gli è sempre presente, sarà ricostruito e ritornerà alla vita.

L’annuncio che il profeta fa dell’amore proveniente da Dio trasforma già la situazione, ancor prima del ritorno concreto dall’esilio; è una buona novella, la cui gioia deborda già dai contorni del popolo di Dio, sulla montagne, sulla terra, in tutto l’universo.

Quali esperienze ho conosciuto, come individuo o in gruppo, del sentimento d’essere dimenticato da Dio?

In queste situazioni, che fare per dire a Dio che vorrei accogliere il suo amore, anche se non posso ancora percepirlo?

Che cosa fare per aiutare coloro che si sentono alienati o «in esilio» a cogliere questo amore che trasforma?

Preghiera

Gesù nostra speranza hai per ciascuno di noi una chiamata e ci dici: vieni e seguimi, scoprirai dove riposare il tuo cuore. (Frere Roger di Taizè)

Padre nostro

Il Signore ti ristora

Il Signore ti ristora, Dio non allontana, il Signore viene ad incontrarti, viene ad incontrarti

Da pacem  (n 42)

Da pacem Domine, da pacem o Christe in diebus nostris.

(Dona la pace, Signore, dona la pace, o Cristo, ai nostri giorni)

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Per i canti riportati nel foglio: copyright © Ateliers et Presses de Taizé, Communauté de Taizé, F-71250 Taizé

Category: Varie
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